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In India con lo zaino sulle spalle..

  • Immagine del redattore: Sabrina Mandala DevaOm
    Sabrina Mandala DevaOm
  • 3 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Mi sono sempre immaginata in viaggio, con uno zaino leggero o una valigia essenziale, pronta a incontrare luoghi e persone, a nutrirmi della bellezza sparsa nel mondo. E così ho sempre fatto fino a quando sono arrivati i figli, la famiglia, e il viaggio ha cambiato forma. Si è fatto più lento, più condiviso, più adatto ai loro passi. Abbiamo vissuto vacanze belle, piene, e per molto tempo non ho sentito il bisogno di partire a modo mio. In quel tempo andava bene così.

Ora… ora si ricomincia.

Nonostante le responsabilità, le differenze, i nuovi interessi. Torno a volermi bene, a riconoscermi. Non è egoismo è rispetto per ciò che sono. È crescere dentro, lentamente, e lasciare che questo diventi esempio per i miei figli, per chi mi è vicino, per chi mi guarda.

Ritornare a viaggiare da sola è stata una sfida. Ritrovare sicurezza nel muovermi, nel scegliere, nell’aprire dialoghi e accogliere incontri nuovi senza timore. Ha voluto dire riappropriarmi della mia forza interiore, sapere di potercela cavare in ogni circostanza, e anche di saper chiedere, al momento giusto, alle persone giuste.

Un fare bello, impegnativo e insieme leggero, capace di cancellare gli anni che sono passati. Un fare che mi riporta a quel filo che mi univa a me stessa... senza nodi, liscio, integro, pulito. Il mio filo d’oro. La mia vita preziosa.

Ho capito che l’invidia non insegna a sognare.

Nasce spesso da chi, prima ancora di provarci, si è già convinto di non potercela fare. È una forma di protezione silenziosa e per alcune persone meglio svalutare ciò che l’altro riesce a fare, che ascoltare il proprio desiderio e il dolore di non avergli dato spazio.

Un desiderio senza direzione resta fermo.

Io, invece, scelgo di avvicinarmi a ciò che voglio davvero. Dare forma ai desideri è l’unico modo per non perderli.

Ogni volta che viaggio mi ricordo perché Anaïs Nin scriveva: "senza nuovi orizzonti l’anima appassisce" non è fuga, è nutrimento.

 
 
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