top of page
  • Facebook
  • Instagram
  • Whatsapp
  • Youtube

Lo yoga ci aiuta davvero a ritrovare la parte sacra della vita?

  • Immagine del redattore: Sabrina Mandala DevaOm
    Sabrina Mandala DevaOm
  • 9 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

La spiritualità vera non nasce dalla paura e dalla costrizione

7 Giugno 2026daSabrina RossiinPsychologies

Lo yoga ci aiuta davvero a ritrovare la parte sacra della vita?


E non è forse proprio questo il senso del nostro viaggio su questo pianeta?


E quando qualcuno mi chiede «A chi dovrei essere grata? Alla vita? A Dio? All’universo?», cosa si risponde davvero?

Sono domande che emergono spesso. Qualche tempo fa, una donna, con un po’ di esitazione, mi disse:


«Sai… sono cattolica praticante. Non so se lo yoga faccia per me. Però forse potrei provare».


Dietro quelle parole non c’era solo una curiosità.


C’era qualcosa di più sottile, la paura di oltrepassare un confine, di avvicinarsi a qualcosa che forse non si dovrebbe toccare.

Ogni volta che ascolto riflessioni come questa, mi rendo conto di quanto la società, la famiglia e talvolta anche la religione abbiano costruito dentro di noi piccole prigioni interiori. Prigioni fatte di giudizi, regole non sempre comprese, paure tramandate più per abitudine che per reale consapevolezza. Eppure, la ricerca spirituale nasce da un movimento opposto cioè dal desiderio di aprire porte, non di chiuderle.

Quando penso a tutto questo, mi tornano in mente i miei genitori. E ciò che sento, sopra ogni cosa, è gratitudine.


Nella loro semplicità, non hanno mai preteso di insegnarmi una verità assoluta. Non mi hanno imposto una religione né indicato una strada spirituale precisa. Il loro modo di fare il bene era concreto, quotidiano, lavorare sodo, garantire ai figli una casa, il cibo, i vestiti, offrire ciò che potevano con dignità. Il loro amore non passava attraverso grandi discorsi. Era fatto di presenza, sacrificio, responsabilità.

Sono cresciuta in Romagna, in una terra dove la dimensione spirituale non era particolarmente dedicata nella vita quotidiana. In un certo senso, ho dovuto cercare da sola qualcosa che desse un significato più profondo all’esistenza.


E forse proprio per questo ho ricevuto un dono prezioso: la libertà.


La libertà di farmi domande.


La libertà di cercare.


La libertà di avvicinarmi a strade diverse senza la paura di tradire qualcosa o qualcuno.

Quando, molti anni fa, ho incontrato lo yoga, è stato un incontro naturale, quasi silenzioso. Una scoperta che, nel tempo, si è trasformata in un vero cammino interiore. Lo yoga, nella mia vita, non è mai stato qualcosa di statico. Non una pratica rigida né una verità definitiva. Piuttosto, un processo continuo di trasformazione, un viaggio fatto di scoperte che emergono lentamente, con il passare degli anni. Attraverso la pratica, gli insegnamenti dei maestri e alcune letture, ho imparato a guardare dentro di me con più sincerità. A riconoscere la luce e l’ombra. A vedere con maggiore chiarezza ciò che mi allontanava dal benessere e, passo dopo passo, a muovermi verso una consapevolezza più ampia.

Lo yoga è per me, linfa vitale. Un ritorno all’essenziale.


Mi ha insegnato strumenti semplici ma profondissimi, il respiro, il silenzio, la capacità di fermarmi. E proprio lì, in quello spazio, ho iniziato a percepire un dialogo più autentico con me stessa. Con quella parte interiore che, nella frenesia della vita, spesso resta inascoltata. È ciò che molte tradizioni chiamano “maestro interiore”, “guida interiore”. Non una figura esterna da seguire ciecamente. Una voce sottile che emerge quando impariamo davvero ad ascoltare.

Col tempo, questo percorso mi ha anche permesso di rileggere con occhi nuovi le grandi tradizioni spirituali. Mi accorgo sempre più spesso di quanto il bene e l’amore siano presenti ovunque: nelle parole del Vangelo così come negli antichi insegnamenti orientali. Tradizioni nate in luoghi lontani, eppure capaci di parlare lo stesso linguaggio universale: quello del cuore.

Forse è proprio questa la rivelazione più semplice e più profonda, la spiritualità autentica non nasce dalla costrizione, ma dall’esperienza.


Non nasce dalla paura di sbagliare, ma dal coraggio di cercare. Certo, ogni ricerca comporta dei rischi. Il rischio di perdersi, di vagare senza trovare un centro. Oppure quello opposto di irrigidirsi nelle proprie convinzioni, diventare rigidi, convinti di possedere l’unica verità.

Ma esiste anche un’altra via.


Una strada che non divide, non crea confini. Una strada che invita ciascuno di noi a risvegliare quella guida silenziosa che vive dentro e che sa indicare la direzione, quando impariamo davvero a fermarci.

Oggi sento una profonda gratitudine per non essere stata indottrinata. Persino per quella che un tempo avrei potuto chiamare “ignoranza”. Perché, in realtà, era uno spazio aperto, fertile, disponibile alla curiosità. Ed è proprio in quello spazio che ho potuto scoprire qualcosa che sento profondamente mio. Qualcosa che mi fa sentire parte di qualcosa di più grande.

Il miracolo della vita!

Leggi l'articolo completo su «Rispirazioni - Meditazioni contemporanee».


Se vuoi ricevere la nostra newsletter settimanale con tutti i nuovi articoli di «Rispirazioni», devi solo scrivere una mail a:
























 
 
bottom of page