PiccoLeStorieLente
- Sabrina Mandala DevaOm

- 3 giorni fa
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Aggiornamento: 2 giorni fa

Arrivavano i primi caldi e potevo scambiare i miei sandali con quelli di mio fratello, stesso modello, stesso colore, stessi sassolini fastidiosi all’interno.
Finiva la giornata e riempivamo i sedili rigidi del pulmino giallo. C’era posto per due o quattro bambini nella stessa seduta, allacciati liberi, mano nella mano.
Abbassavamo i finestrini e i nostri cori stonati ci accompagnavano verso casa.
L’autista aveva sempre un chewing gum in bocca, indossava occhiali da sole scuri e guidava come se stesse suonando una batteria..nelle mani le bacchette, nei piedi i pedali della grancassa.
Pochi minuti ed ero a casa, puntuale come ogni pomeriggio.
Mia madre mi aspettava. Le correvo incontro, le spettinavo i capelli e le spazzolavo via dalla testa foglioline e fiori secchi caduti dal mio albero preferito, il ciliegio.
Era la primavera di maggio. Potevo gustare il sapore dei primi frutti, chiudevo gli occhi e portavo alla bocca ogni ciliegia, lasciandola sciogliere come uno sciroppo dolce dal colore rosso rubino.
Le mani appiccicose di ciliegia e il profumo di casa che mi aspettava ogni pomeriggio dopo la scuola.
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