L'Amour
- Sabrina Mandala DevaOm

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Qualche giorno fa una mia allieva mi ha scritto. Era una mamma preoccupata nel vedere sua figlia soffrire per amore.
Quando una persona che amiamo sta male, vorremmo proteggerla, trovare le parole giuste, cancellare il dolore. Eppure ci sono esperienze che non possono essere evitate né attraversate al posto di qualcun altro.
Quella conversazione mi ha portato a riflettere sul significato dell'amore e sulle lezioni che, a volte, si nascondono proprio nelle sue prove più difficili.
Credo che spesso diamo all'amore un significato che lo allontana dalla sua vera essenza. Lo confondiamo con il bisogno, con la possessività o con la ricerca di qualcuno che riempia i nostri vuoti.
E se invece l'amore fosse prima di tutto un incontro?
Un incontro con l'altro, certo, ma anche con noi stessi.
Ogni persona che entra profondamente nella nostra vita può diventare uno specchio. Attraverso quella relazione vediamo parti di noi che ancora non conosciamo, che non accettiamo completamente o che attendono di essere guarite.
Finché dentro di noi rimangono ferite, tristezze, paure, la sensazione di non essere abbastanza o bisogni inespressi, l'amore può trasformarsi in un luogo di confusione e sofferenza. Ma proprio ciò che fa male può diventare un invito a guardarci dentro con maggiore sincerità e compassione.
L'amore rende la vita più viva. Ci apre, ci commuove, ci fa sentire parte di qualcosa di più grande. Per questo, anche quando una storia finisce, raramente lascia dietro di sé soltanto dolore.
Ogni incontro importante porta con sé un insegnamento. Ogni persona lascia un dono. A volte lo comprendiamo subito, altre volte soltanto dopo molto tempo.
Forse una delle sfide più grandi è imparare a ringraziare ciò che è stato senza restare aggrappati a ciò che non è più.
Ci sono amori che arrivano per accompagnarci per un tratto di strada e altri che cambiano per sempre il nostro modo di vedere noi stessi e il mondo. In entrambi i casi, prima o poi, siamo chiamati a proseguire il cammino, portando con noi ciò che abbiamo imparato.
Le pene d'amore fanno parte della vita. Iniziano spesso nell'adolescenza e continuano ad accompagnarci, in forme diverse, anche da adulti. Non possiamo evitarle, ma possiamo scegliere come attraversarle.
Possiamo restare imprigionati nella sofferenza oppure permettere a quell'esperienza di trasformarsi in consapevolezza, maturità e crescita interiore. Il dolore di una figlia è reale e merita rispetto. Non va minimizzato, né corretto in fretta. Ha bisogno di essere ascoltato, accolto e vissuto.
Ma questa ferita non sarà necessariamente una sconfitta.
Con il tempo potrebbe diventare una delle esperienze che la aiuteranno a conoscersi più profondamente, ad amarsi di più e a costruire relazioni fondate su una maggiore autenticità.
E tu, mamma, puoi offrirle il dono più prezioso: la tua presenza.
Non servono sempre le parole giuste. A volte basta esserci. Ascoltare. Accogliere le lacrime senza avere fretta che si asciughino. Restare accanto a chi soffre senza pretendere di guarirlo.
Poi, lentamente, sarà lei a ritrovare la propria strada.
La vita tornerà a sorprenderla con nuove esperienze, nuove amicizie, nuove scoperte e, quando sarà pronta, nuovi amori.
Perché il cuore umano possiede una straordinaria capacità di guarigione.
E spesso, proprio dalle ferite più profonde, nasce una versione più consapevole e più forte "Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare " Erich Fromm
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