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Savasana

  • Immagine del redattore: Sabrina Mandala DevaOm
    Sabrina Mandala DevaOm
  • 9 nov
  • Tempo di lettura: 2 min
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SAVASANA

Ricordare la via di casa 🧎🏻‍♀️


Dentro di noi, ogni cellula è un piccolo mondo.

Respira, comunica, crea energia, si rinnova.

Ogni cellula vive in relazione con le altre, come le note di una musica silenziosa che chiamiamo vita.

Ma quando arriva un blocco, una paura, uno stress o una ferita la cellula si chiude.

Smette di comunicare, si isola, e inizia semplicemente a sopravvivere.

Non è malata… sta solo cercando di proteggersi.

È la risposta al pericolo cellulare, un antico meccanismo che il corpo usa per difendersi.

Ma a volte l’allarme resta acceso anche quando la minaccia è ormai finita.

E così viviamo in uno stato di tensione invisibile, come se dentro di noi la guerra non fosse ancora finita.

Stanchezza, infiammazione, insonnia, ansia, paura....sono i modi in cui il corpo ci parla, chiedendoci solo una cosa... fammi sentire al sicuro.


Lo YOGA, il respiro, la presenza sono linguaggi che dicono al corpo: “Puoi rilassarti. È finita!!


Ogni respiro lento è un messaggio di pace,

ogni movimento consapevole è un invito al ritorno.


Quando il corpo sente sicurezza, le cellule riaprono la comunicazione, l'energia torna a fluire, la mente si acquieta.

E così, piano piano,

il corpo ricorda la via di casa...

la via della calma, del respiro, della vita che scorre.


E in questo viaggio interiore, l'ultima posizione della sequenza SAVASANA è l’asana più importante.


Il suo nome, dal sanscrito, significa posizione del cadavere, la morte dell’ego.

È il momento del ritorno a casa, quando la mente analitica e razionale si acquieta e lascia spazio all’energia di fluire, di danzare con naturalezza in ogni parte del corpo, in ogni cellula che si rigenera.


In Savasana non facciamo nulla, eppure tutto accade....

il corpo si arrende, la mente rallenta e si fida...il respiro si espande, la vita ritrova la sua via perché FLUISCE....

 
 
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